L’inanellamento a scopo scientifico

 

L’inanellamento è una tecnica di ricerca standardizzata basata sul marcaggio individuale degli uccelli, ormai diffusamente utilizzata in tutto il mondo. Si usano anelli di vario tipo e dimensione per marcare specie differenti, anche in relazione alle dimensioni corporee ed alla struttura della zampa, nonché al tipo di ambiente che gli uccelli frequentano nel corso della loro vita.

L’idea di marcare gli uccelli per verificarne gli spostamenti migratori venne nel 1899 all’ornitologo danese H.D. Mortensen che applicò ad alcuni storni degli anelli con numeri progressivi ed il suo indirizzo postale;  sorprendentemente molti anelli gli vennero man rispediti fornendogli così i primi dati sui lunghi spostamenti degli uccelli. Da allora l’inanellamento ha conosciuto uno sviluppo ed un affinamento continuo fornendo al mondo scientifico un contributo immenso per la ricerca sull’avifauna.

L’inanellatore, per poter svolgere tale attività in accordo agli appositi regolamenti, deve essere in possesso di un apposito permesso. Questo viene rilasciato dopo aver frequentato appositi corsi di formazione, aver svolto un intenso addestramento sotto la guida di inanellatori esperti e aver sostenuto un esame presso l’ISPRA.

L’ISPRA (Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale, ex INFS Istituto Nazionale per la Fauna Selvatica, vigilato dal Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare) è l’ente italiano preposto alla regolamentazione, al coordinamento e al controllo di ogni attività di inanellamento che si svolge sul nostro territorio. La sua attività, come quella degli altri organi nazionali europei, è coordinati dall’EURING (European Union for Bird Ringing), istituto nato nel 1963 con lo scopo di standardizzare le metodologie di inanellamento e di informatizzare i dati raccolti.

Tutto ciò è finalizzato ad acquisire competenza sia nella corretta gestione di una stazione di inanellamento, sia nella raccolta dei dati biometrici, che comprendono la determinazione del sesso, dell’età, la quantità di grasso, lo stato della muta di ogni uccello. Storicamente il fine primario dell’inanellamento è stato quello di descrivere e studiare le rotte di migrazione seguite dagli uccelli, in particolare durante la stagione autunnale; nella seconda metà degli anni Ottanta l’interesse si è spostato anche sulla migrazione primaverile, aprendo prospettive di indagine in molte altre direzioni: strategie di muta, fedeltà ai siti di nidificazione o di svernamento, tassi di sopravvivenza, territorialità, dispersione natale e riproduttiva, produttività annuale, consistenze annuali e stagionali delle popolazioni, rapporti con l’habitat, solo per citare qualche esempio. La Stazione Ornitologica La Passata si è inserita in questo quadro di attività ad ampio raggio, raccogliendo dati biometrici su tutte le specie catturate.

Per saperne di più si rimanda questa interessante brochure: EURING “Inanellamento per la scienza e la conservazione”

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