Finalità, metodi, materiali

“Lo scopo dell’inanellamento è quello di raccogliere informazioni su uccelli che, non soggetti ad alcun tipo di stress, si comportino in maniera perfettamente naturale, evitando il rischio di ottenere risultati non attendibili”: così Pertti Saurola apriva il I Convegno Nazionale degli Inanellatori Italiani, il 13 dicembre 1986, precisando successivamente che “l’inanellamento è un metodo di ricerca scientifica che permette di studiare storie di vita individuali, spostamenti e mortalità negli uccelli, … e non deve mai essere consentito catturare uccelli per semplice divertimento o relax mentale.”

Catture passive, raccolta dati standardizzata, informatizzazione dei dati raccolti sono stati pertanto gli obiettivi che ha perseguito la Stazione nel corso degli anni. La posizione dell’impianto favorisce le catture passive particolarmente durante il periodo della migrazione, sia autunnale che primaverile, poiché gli uccelli che transitano sul valico si trovano il passo sbarrato dalle reti. Per un breve periodo all’inizio dell’attività (dall’ottobre 1995 fino alla primavera 1998) sono stati utilizzati richiami acustici, la cui influenza, sulla base delle osservazioni effettuate, è risultata molto variabile a seconda delle specie: praticamente ininfluente sui Fringillidi in migrazione (ad eccezione del Lucarino), determinante per la cattura di altre (Balestruccio). Non è stata tuttavia effettuata alcuna stima quantitativa dell’effetto dei richiami sulle catture; la rinuncia agli stessi è stata giustificata dalla mancanza di comparabilità dei dati raccolti alla Stazione con i dati nazionali ed europei. Il sistema di richiami acustici era costituito da 5 altoparlanti posti lungo tutta l’estensione del valico, collegati ad altrettanti lettori di audiocassette.

La raccolta dati è stata standardizzata sin dall’inizio dell’attività; per ogni uccello catturato e inanellato vengono registrati i seguenti dati: sesso, età, misure biometriche (corda massima e terza primaria), grasso (Kaiser 1993), peso; per talune specie sono rilevate informazioni anche sulla muta o su qualsiasi altra caratteristica ritenuta significativa. A tal scopo è stata approntata dai collaboratori della Stazione una scheda da campo, che ha permesso di registrare tutte queste informazioni, oltre al codice Euring della specie e al codice dell’inanellatore; nei primi 5 anni sono state sempre annotate anche rete e sacca di entrata.

Una scheda aggiuntiva viene utilizzata per la registrazione dei dati metereologici (temperatura min/max, copertura del cielo, piovosità, vento), gli orari giornalieri di apertura e chiusura delle reti, nonché per le osservazioni visive di specie di particolare interesse, quali rapaci, specie inusuali per l’area, oppure usuali ma in quantità eccezionali. Per il rilevamento della lunghezza dell’ala e della terza remigante primaria vengono utilizzati righelli in acciaio con scala millimetrata, per il rilevamento delle misure di tarso, metatarso e becco viene usato un calibro (all’inizio dell’attività si usava un compasso di tipo nautico), per il peso viene adoperata una bilancia elettronica di precisione con approssimazione di 0,1 grammi, che ha sostituito le pesole.

L’archiviazione elettronica dei dati è stata effettuata a partire dal 1995 su indicazione dell’INFS, utilizzando il programma Nisoria; la gestione computerizzata delle informazioni di inanellamento e ricattura relative alla Stazione ha permesso e permette l’elaborazione dei dati a fini statistici e l’effettuazione di studi importanti riguardanti le rotte e la durata dei viaggi di migrazione, le aree di riposo e ristoro, i quartieri di svernamento e di riproduzione, nonché la durata media di vita delle varie specie e la dinamica interna delle varie popolazioni.

Le operazioni di inanellamento vengono di norma eseguite da personale qualificato, autorizzato dalla Regione Lombardia e coordinato a livello nazionale dall’Istituto Nazionale per la Fauna Selvatica (INFS), con cui collaborano aspiranti inanellatori, collaboratori ed appassionati. Gli anelli, di diversa misura perché studiati per le diverse specie, vengono forniti dall’INFS e costituiscono il marchio di ogni singolo individuo, attraverso il quale si può risalire alla data e alla località di cattura.

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